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Finanziamenti flessibilità del lavoro

Ci si lamenta sempre che per il lavoro si fa poco, ma forse non tutti sanno che non è sempre vero.

Sicuramente ci sarà stata poca informazione in merito, ma sin dal 2000 esiste una legge per la conciliazione tra famiglia e lavoro, con dei finanziamenti che ogni anno toccano i 20 milioni di euro per le aziende che adottano progetti in tal senso.

Come dicevamo, la scarsa informazione non ha concesso a molte aziende di poter richiedere tali finanziamenti allo Stato, tanto che il Ministero del Lavoro ha deciso di pubblicare una piccola guida informativa sul proprio sito.

Il decreto Bersani

Ultimamente non si fa altro che parlare di Decreto Bersani e di liberalizzazioni, chi è a favore e chi è contro. Non troverete qui le nostre opinioni, ma cercheremo di farvi capire cosa il Decreto Bersani vuole raggiungere, ovviamente in modo imparziale ed oggettivo.

Innanzi tutto, il decreto prevede l’introduzione di nuovi fondi: quello per la competitività e quello per la Finanza d’impresa.
Una delle rivoluzioni di questo Decreto, consiste nei “Progetti di innovazioni industriali”. In sintesi, le Regioni potranno partecipare a dei progetti di caratura nazionale offrendo il loro contributo per il settore che più conosce. Si pensa dunque di restringere fino ad annullare quel distacco con gli altri paesi in materia di ricerca ed innovazione.

Problemi con il rimborso?

Sappiamo che siamo tutti sotto lo stesso cielo, per un motivo o per un altro, potrebbe capitare a tutti di non poter pagare una rata. Diciamocelo, in fondo, è un incubo ricorrente per chi ha sulle spalle un mutuo. Proprio perché è una cosa che può capitare, le banche sotto questo aspetto possono essere più “buone” di quanto si possa pensare.

Prestito senza busta paga

In un mercato del lavoro così flessibile come quello di oggi, non è una anomalia trovarsi senza un posto fisso e chiedere dei finanziamenti senza avere la busta paga è una missione difficile, ma non completamente impossibile.

Sappiamo infatti quanto le banche siano selettive in questi contesti, per limitare i rischi di insolvenza rifiutano finanziamenti già alla prima avvisaglia di ritardo.
Esistono dei finanziamenti pensati appositamente per i giovani che hanno un contratto di lavoro a tempo determinato, ma non è sempre così semplice ottenerli. Insomma: niente busta paga, niente mutuo. Di conseguenza, è sempre più normale vedere dei giovani di belle speranze chiudere al padre di fare da garante, poiché con la sua busta paga può garantire il pagamento anche se i guadagni del figlio potrebbero non essere sufficienti per pagare le rate.

Credito al consumo

Sempre più spesso si sente parlare credito al consumo, ma la maggior parte di noi ignora l’argomento.
Vediamo quindi insieme di cosa si tratta, cercando di semplificare anche i termini più tecnici per una più semplice comprensione.

Il termine credito al consumo racchiude in se i più comuni sistemi di credito che spesso sentiamo nominare, tra i quali i prestiti personali, finanziamenti rateali, credito rotativo e cessione del quinto dello stipendio.
Solitamente è concesso dalle banche, ma non solo. Spesso possono accordarlo anche degli intermediari finanziari iscritti al relativo albo o dai commercianti, in questo caso però solo per le dilazioni del prezzo di un determinato bene o servizio.